Festival e cibo

I festival enogastronomici per chi tiene alla salute

In genere è difficile separare il concetto di festival enogastronomico da quello di eccessi alimentari: per lo più questi appuntamenti sono effettivamente dedicati a ghiottonerie e leccornie che non rimangono impresse per il loro livello di salubrità.

Parliamo di cibi fritti o comunque molto conditi o dalla preparazione complessa, ipercalorici e legati a una tradizione antica che spesso contrasta con il regime di vita contemporaneo.

La sorpresa per gli amanti del fitness

In realtà, e particolarmente a partire dagli anni scorsi, è in aumento il fenomeno degli appuntamenti dedicati sì al cibo, ma a quello che oltre a essere bello da vedere fa anche bene alla salute.

È una nicchia interessante, perché questi si rivolgono a uomini e donne che – come succede sempre più spesso – hanno deciso di dare una svolta alla propria esistenza cambiando stile di vita e aderendo a un tipo di alimentazione più sano.

Gli appuntamenti per gli amanti del “fair food”

Questa nuova attenzione al cibo che mangiamo è una buona notizia anche per chi semplicemente vuole essere attento al proprio corpo. Per esempio per le donne che si rivolgono a realtà importantissime della medicina e chirurgia estetica, come Motiva, ha senso informarsi su cosa sia meglio assumere, razionalizzando il consumo di alcuni gruppi alimentari per abbreviare la convalescenza.

Cibo sano, in inglese “fair”, che fa bene, ma anche dalla provenienza controllata e cruelty-free: gli eventi di questo tipo sono diversi anche in Italia.

“MangiaBene Festival”, “Fa’ la cosa giusta”, “FruttAmaMi”, “Food & Science Festival”: sono solo alcuni degli appuntamenti che si rivolgono al pubblico degli adulti ma anche dei bambini (perché non dimentichiamo che una fetta consistente di consumatori consapevoli si preoccupa di far mangiare meglio le giovani generazioni).

Cosa si mangia a un food festival salutare

La domanda può sembrare oziosa, ma è quello che si chiedono i golosoni che ci stanno leggendo, e che magari hanno paura ad avventurarsi in questo mondo dove cibo fa rima con buona salute.

La scelta degli alimenti, quando non esplicitamente vegana o vegetariana, è “flessitariana”, ovvero a ridotto consumo di pesce, carne e derivati. Si privilegia comunque la filiera corta, per evitare tempi di conservazione e di trasporto eccessivi, oltre che le coltivazioni biologiche. Si recuperano ingredienti antichi, come cereali poveri, e si cerca di evitare l’utilizzo di prodotti eccessivamente raffinati, zuccherati o con aggiunta di coloranti e additivi. Il gusto, invece, nessuno lo mette in discussione: quindi buon appetito, senza timori!

bard